venerdì 14 settembre 2018

L'ANGOLO ROSSONERO:INTERVISTA A CALDARA.

QUESTE le prime impressioni di CALDARA dopo il prime mese da milanista:Sul ritorno a Milanello dopo la Nazionale: “Sicuramente fare presenza in Nazionale è sempre motivo di orgoglio, giocare in Europa contro giocatori di livello internazionale ti fa capire che ci sono giocatori abituati a un’intensità diversa a quella del calcio italiano che è più tattico. Magari, quindi, per il mio bagaglio calcistico è importante”. Sulle responsabilità sul gol subito dagli azzurri: “Quando si subisce gol la responsabilità è della difesa perché si passa da lì per fare gol. Dobbiamo migliorare molto a livello difensivo ma anche a livello di squadra. Per migliorare serve essere consapevoli dei propri errori e da lì ripartire per non commetterli più”. Sul non essere ancora titolare nel Milan: “Non ci trovo niente di strano. Abituarmi a giocare in una difesa a quattro, con dei concetti che il mister vuole completamente diversi da quelli che facevo a Bergamo, non è facile. È un mese che sono a Milanello e ho capito quello che vuole il mister. In ogni allenamento cerco di mettere qualcosa in più di quello che mi chiede e spero di essere pronto il prima possibile”. Sull’aspetto più difficile da apprendere i nuovi schemi: “Sicuramente giocando a quattro ci sono meno anticipi, è un lavoro più di reparto, si lavora molto sull’uomo e non bisogna mai rompere la linea. Devo capire quando è il momento di romperla e quando serve invece seguire tutti insieme la linea per mandare in fuorigioco o meno l’attaccante”. Sullo spazio ai giovani in campo: “Io vengo da una squadra con cui con Gian Piero Gasperini giocavano molti giovani. Serve avere coraggio ma anche la consapevolezza che i giovani siano pronti perché c’è il rischio anche di bruciarli. Serve avere il giusto mix, capire quando sono pronti e avere il coraggio di lanciarli”. Sul coraggio di Gennaro Gattuso di lanciare presto Caldara: “Lo spero, sono qua per questo”. Sul rapporto con Gattuso: “Il mister è molto diretto con me. Mi parla spesso, mi dice cosa vuole che faccia. Il rapporto è molto positivo, il dialogo aiuta molto il calciatore. Mi sto impegnando molto, è molto esigente, dovrò migliorarmi ogni giorno”. Su Roberto Mancini e le differenze con Gattuso: “In Nazionale la differenza è il poco tempo. Mancini ci ha fatto capire quello che voleva anche se abbiamo giocato due partite in 48 ore. Da questo punto di vista non è facile. Ci ha fatto capire che vuole una squadra molto corta e che copra la zona della palla. Quindi, credo che sia stata per me un’esperienza positiva perché ho imparato anche da lui”. Sulla prossima gara a Cagliari: “Dobbiamo dare continuità ai risultati se vogliamo stare in alto in classifica. Dobbiamo fare una vittoria fuori casa perché sono quelle che a fine stagione ti portano in alto. Quindi, già da Cagliari dobbiamo cominciare a pensare che dobbiamo vincere perché per stare in alto è fondamentale vincere fuori casa anche se non sarà facile perché il Cagliari è un’ottima squadra. Lo ha dimostrato a Bergamo dove ha giocato con molta personalità e quindi troveremo un campo difficile”. Sul possibile ritorno del Milan in Champions League: “Sicuramente il nostro obiettivo è quello, di stare più in alto possibile. Proveremo in tutti i modi a centrare il nostro obiettivo”. Caldara, insomma, ha ben chiari i propri, personali traguardi e quelli della squadra rossonera, che già dalla trasferta di domenica sera alla ‘Sardegna Arena‘ dovrà cominciare a volare. Per il numero 33 del Diavolo potrebbe persino spalancarsi la possibilità di giocare titolare: clicca qui per conoscere le ultime sulla probabile formazione del Milan!

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